Sentenza definitiva per Romano Fenati (forse) – aggiornamenti

20 settembre 2018 - 22:03

Confermate due gare di squalifica per il pilota ascolano, ma il suo futuro al momento è molto fluido
Scene, sceneggiate e retroscena del caso sportivo – mediatico che sta smuovendo l’opinione pubblica motociclistica (con aggiornamenti a fondo pagina)more

  • Misano

I fatti sono noti: al GP di Misano, categoria Moto 2, il pilota  della Marinelli Snipers Team: “cinghialotto”  Fenati,  allunga la mano e tira il freno anteriore della moto di Stefano Manzi, che in quel momento era affiancata alla sua, in pieno rettilineo ad oltre 200 Km/h. Più stupido che cattivo, Fenati non ha pensato alle telecamere che li inquadravano e che facevano scattare su di lui la bandiera nera e l’indignazione del mondo sportivo.

  • L’Italia

Fenati ha sbagliato, non solo come pilota ma anche come sportivo professionista, che dovrebbe essere di esempio per migliaia di ragazzi che lo ammirano. Il trucchetto del freno è una cosa da trofeo scooter, non può essere ammessa su un palcoscenico mondiale e la direzione gara ha fatto bene a fermarlo e dare una punizione esemplare, due gare di stop sono tante in un campionato come la Moto 2.

  • Il mondo

Cose così fanno il giro del mondo e riempiono di commenti tv, bar e social network dove ad essere sinceri, non tutti sono competenti sugli argomenti di cui parlano, ma questa è la democrazia della rete, baby.
Si parla di tentato omicicio, di denunce, la famiglia Fenati riceve minacce di morte e persino gli opinionisti più prestigiosi sono concordi nel condannare Romano per tutta la vita. La FMI gli ritira la licenza, la sua scuderia lo esonera, la casa che lo aveva ingaggiato per l’anno prossimo prende le distanze ed anche il ragazzo dichiara che tornerà a fare il garzone nel negozio del padre.

  • Ginevra

L’umore della gente però è come le onde ed appena le grida scendono di tono, qualche pilota prova a difendere il giovane collega. Due voci diventano quattro ed alla fine persino gli accusatori più critici parlano di una seconda opportunità e per fortuna il Tribunale della Federazione Internazionale agisce con saggezza , confermando due GP di stop come unica sanzione per il pilota, che darà il volto per una campagna per la sicurezza in moto. I piloti (ormai uniti) battono le mani, il rivale Manzi si dice pronto a perdonare, i giornalisti ed i commentatori fanno man bassa di tarallucci e vino e gli haters di facebook restano con un palmo di naso.

  • Madrid

Secondo noi le cose sono andate come dovevano andare, con una sanzione che costerà a Romano l’intera annata sportiva, ma seguendo le foto che accompagnano l’articolo avete visto che il caso Fenati ha solo avuto più clamore di altri, ma non è stato nè il primo nè il peggiore dei casi di scorrettezza in pista. La novità è che la redenzione del “cinghialotto” adesso fa notizia, tutti si accalcheranno davanti alla TV per vedere il rientro del figliuol prodigo ed alla sua prima gara potete scommettere che la sua moto (ben sponsorizzata), sarà la più inquadrata della pitlane. Fenati oggi “vale” molto più di una settimana fa e Carmelo Ezpeleta si sta impegnando personalmente per trovare una scuderia a Fenati e capitalizzare questa inaspettata notorietà, per una categoria mediaticamente sfigata.

  • In conclusione

Che il promoter abbia fatto pressione, che la Federazione Internazionale abbia agito con buonsenso, che il fatto in sè abbia precedenti scomodi ai quali Fenati poteva appellarsi, non lo sapremo mai. Di sicuro Romano non tornerà a fare il commesso e siamo sicuri che con i suoi nuovi sponsor lo vedremo salire presto su qualche sella di prima fascia, sperando che abbia capito il senso della sportività come rivalità amichevole. Per una volta un pilota deve imparare dai motociclisti comuni.

  • L’aggiornamento

Mentre MV Agusta Forward racing team  stava preparando una terza moto per il rientro in pista del “prezioso” Fenati (ma non avevano deciso di non assumerlo più?), il presidente della FIM, Vito Ippolito, ha sconfessato il suo organo di disciplina e deciso insieme alla FMI di sospendere il pilota dalle gare fino al 31 Dicembre, facendo arrabbiare la DORNA. Il braccio di ferro tra il promoter e l’istituzione è quello tra legge degli sponsor ed il rispetto dei regolamenti, ma il modo di operare non è dei più corretti: le pene si danno a conclusione di un processo nel quale l’imputato ha il diritto di difendersi e non così, dal chiuso di un ufficio. Non sappiamo se questa procedura atipica preveda ricorsi e Romano fenati cosa pensi di fare, ma probabilmente si è scocciato di questa storia e forse anche noi.

2 commenti

Gherardo Quario Rondo
0:00, 24 settembre 2018

Buongiorno,
A 200 km/h, le probabilità di morte in caso di caduta sono MOLTO più elevate che in caso di caduta a bassa velocità, come potrebbe verificarsi in un contatto duro, in curva. L’energia non “viaggia” con il quadrato della velocità, per caso? Entrerebbero in gioco danni rilevanti agli organi molli, che sono vitali, a differenza di una clavicola rotta. Il vostro articolo, che in qualche modo vuole ridimensionare la gravità dell’accaduto, è a dir poco vergognoso. A un pilota professionista, sebbene non gli sia richiesto di aver dato l’esame di Fisica1 all’università, deve aver ben chiaro i rischi a cui si va in contro pinzando il potente freno anteriore di una moto2… Detto questo, il gesto omicida (dettato da rabbia, e non impulsivo) compiuto dal pilota romano, andrebbe punito con lo straccio della licenza. Forse solo così, a Penati e a tutte le teste calde come lui, potrebbe scoccare una scintilla di saggezza nelle loro teste. Certo, alla base c’è anche un lungo discorso legato all’educazione sportiva ricevuta, sin dalla giovane età. E poi… Il “giochetto” di tirare il freno nei trofei scooter, vi sembra normale, o forse accettabile? Boh, sarà che non sono un motociclista di professione, ma non vi auguro di incappare mai in un motociclista che per un presunto sgarbo, possa decidere di pinzarvi il freno anteriore anche solo a 50 km/h su una stradina di campagna. In tal caso, ne sono convinto, si beccherebbe una bella denuncia, o sbaglio? Anche questo ovviamente è un commento da bar, ma permettetemi di dire che, sia per Fenati che per il mondo motociclistico tutto, questa sarebbe potuta essere l’occasione migliore per affermare con chiarezza, che non esistono compromessi quando si mette volontariamente a repentaglio la vita di un uomo.

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