L’europa richiede controlli straordinari sulle vostre moto

22 marzo 2018 - 13:09

Le conseguenze dello scandalo Dieselgate colpiscono anche il mondo delle moto
Il ministero dei trasporti ha stilato una campionatura di più di 550 mezzi tra moto e scooter per controllare rumore, emissioni e prestazioni.

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  • Cosa significa

La conformità di un mezzo di trasporto è la procedura con la quale l’autorità di omologazione certifica che un tipo di veicolo,componente o unità è conforme alle disposizioni amministrative e prescrizioni tecniche, così da poter uscire dalla fabbrica e poter circolare senza problemi restando all’interno della legge. Ciò avviene tramite lo svolgimento delle verifiche e dei controlli previsti dalla legge a tutti i pezzi che compongono il veicolo.

  • Da cosa è nato il problema

La questione era rimasta senziente fino allo scandalo emissioni della Volkswagen, che ha travolto l’industria delle auto e ha avuto come ricaduta una maggiore attenzione da parte degli Stati membri della Comunità europea sul tema della conformità dei mezzi. Il cosidetto effetto Dieselgate si riflette anche sul mondo delle moto. In altre parole, ogni Stato deve controllare che le moto e i mezzi in generale in circolazione corrispondano in effetti a quanto previsto in fase di omologazione.

 

  • Italia all’avanguardia

Non siamo tanto abituati a sentire questa frase, ma in questo caso si. Già nel 2016, con la legge di stabilità, vennero stanziati quasi 5 milioni di euro da investire in una campagna di prova “straordinaria” finalizzata a verificare la conformità dei mezzi circolanti. Ma la lentezza burocratica della nostra nazione ha fatto sì che perdessimo il nostro vantaggio. Il Ministero competente ha attivato un bando di gara alla fine del 2017 per selezionare i soggetti autorizzati a effettuare questi test. Da poche settimane sono stati individuate le imprese adibite, temporaneamente, a questo progetto.

  • Come funziona

La campagna di conformità in Italia è iniziata ai primi di marzo. Il campione relativo ai veicoli di categoria L (in cui rientrano moto e ciclomotori, ma anche i tricicli) è piuttosto sostanzioso. Saranno presi in esame nel 2018, 550 unità. Di cui, 250 saranno ciclomotori, 200 motocicli e 90 appartenenti ad altre categorie. Di questi ci sarà differenziazione tra nuovi e circolanti: 160-170 saranno appena usciti dalla catena di montaggio, mentre gli altri saranno pescati tra i mezzi già in circolazione. A questi vanno aggiunte biciclette a pedalata assistita e un numero indefinito di caschi.

 

  • Che cosa misura questa campagna di conformità

Per i ciclomotori, sarà fatta una verifica sulla velocità massima che, come noto, è fissata per legge a 45 km/h, mentre le moto saranno sottoposte al test per controllare che la rumorosità rientri mei parametri stabiliti in fase di omologazione. Due punti che scottano per la maggior parte dei motociclisti, o per chiunque guidi in generale un mezzo a due ruote. Un campione ancora più ristretto invece sarà sottoposto anche al test sulle emissioni inquinanti. Il controllo sui caschi sarà limitato a controllare che gli esemplari presi a campione rientrino nella normativa ECE 22.05.

  • Niente paura i risultati non sono pubblici

Nessuno verrà a conoscenza dei risultati di questa indagine, che resteranno segreti e verranno consegnati direttamente nelle mani del Ministero delle infrastrutture. Solo i dirigenti dell’amministrazione potranno visionarli e, in un secondo momento, decidere se renderli pubblici. Resta un interrogativo capire se la campagna resterà straordinaria oppure se diventerà un controllo che sarà ripetuto a cadenza periodica. Ma per rispondere a questo quesito è necessario che ci sia una copertura finanziaria per poter effettuare tali controlli. Copertura che per il momento non c’è.

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