Test Ride, Royal Enfield Interceptor 650: la perla di Bollywood

Royal Enfield Interceptor 650: con questa moto Royal Enfield parte alla conquista del mondo con una nuova famiglia di motociclette, competitive con la concorrenza globale. Progettata in Inghilterra e prodotta in India, mette insieme modernità e tradizione

15 febbraio 2019 - 12:00

Royal Enfield non prende rischi con le linee della Interceptor 650: dal serbatoio a goccia alla sella lunga, al manubrio touring, alto e largo, tutto richiama le proporzioni perfette delle moto inglesi anni ’60, con un effetto a metà tra nostalgia ed attualità. L’unico componente, come dire, “superdotato” è il logo sul serbatoio, vistoso per sfoggiare l’appartenenza ad un marchio che si sta rimettendo in gioco, dopo 120 anni di storia. Guardandola da vicino notiamo qualche soluzione in chiave economica, come le piastre, ma non povera: le lavorazioni sono di ottima fattura ad anche il livello di finiture e componentistica (fanali, frecce, strumenti) è sorprendente. Molto bello il motore, un bicilindrico fronte marcia ad iniezione, orgogliosamente raffreddato ad aria ed olio, che si è tatuato nell’acciaio il nome della casa.

In sella

Chi sorpassa il metro e 80 cm, dovrà piegare le gambe un po’ di più su questa Enfield, ma se le altre moto che arrivano dall’estremo oriente sono progettate per i sette nani, la nostra Interceptor 650 accoglie bene anche l’anima lunga di un europeo. Il manubrio è un po’ più alto delle moto  che guidiamo di solito, ma con la sella arretrata e le pedane centrate, si disegna una posizione di guida da roadster, che ispira controllo del mezzo e sicurezza di guida. Forse solo l’imbottitura del sedile, sagomato a dorso di mulo, pecca di troppa nostalgia e ci sarebbe piaciuta di più una moderna sella piatta. Fortunatamente sul sito della Royal Enfield troviamo una sella comfort, insieme ad altri numerosi accessori. All’accensione il motore risponde con un borbottio simpatico, tiriamo la morbidissima frizione a filo ed ingraniamo una prima precisa e morbida.

Su strada

La prima preoccupazione del tester è il motore, ma il twin indiano è preparato ad ogni richiesta, come uno studente modello. Fluido anche sotto i 2000 rpm, sale elettrico finché vogliamo, con un piccolo scatto di orgoglio a partire dai 4300 giri, che sentiamo bene appena passati i 5000. La casa dichiara 52 Nm a 5250 e 47 CV a 7250 rpm, ma sono numeri che raccontano poco l’esperienza di guida di questo motore dall’erogazione robusta. Ci sorprende, forse ci delude persino, l’assoluta assenza di vibrazioni anche sul veloce, dove le ruote da 18″ danno una stabilità di classe superiore. Nel misto guidato con sicurezza, la moto indiana se la cava benone, sempre grazie al motore grande protagonista e capace di tirarci sempre fuori da ogni difficoltà, come un amico fidato. Un grande aiuto alla guida arriva dalla frizione antisaltellamento, che la Enfield monta di serie.

In città

La Interceptor è una moto dalle tante qualità ed in ogni frangente ne sfruttiamo una: sugli asfalti rovinati del centro storico si comporta bene, grazie a ruote grandi, quasi da scrambler, controllate da sospensioni davvero democratiche. Nel pif paf sfruttiamo la maneggevolezza del manubrio alto, che ci consente di gestire bene il peso, inferiore ai 200 Kg a secco. Nei trasferimenti, infine, ci godiamo il piacevole borbottio dello scarico, che meriterebbe un volume più alto. Le insidie del traffico non fanno paura alla nostra Royal Enfield, grazie ad un impianto frenante Bybre, molto modulabile e controllato da un ABS Bosch di ultima generazione (la casa tedesca è leader nel settore e presenta continuamente novità). Notevole l’utilizzo di tubi di qualità.

In conclusione

Difficile dire quale sia la qualità migliore della Royal Enfield Interceptor 650, forse la risposta giusta non esiste affatto o è soggettiva. A qualcuno piacerà il look, a qualcun altro l’esperienza di guida rassicurante, qualcuno infine vedrà nella moto indiana un mezzo per imparare o una base per la special dei suoi sogni. A chi consigliarla, quindi? Ovviamente un pò a tutti, ma sopratutto a chi cerca una seconda moto o un mezzo “da battaglia”. Il prezzo di soli 6200€ chiavi in mano ne fanno un’alternativa seria persino rispetto alle moto usate. Solida, facile e poco desiderata dai ladri, come la Himalayan che abbiamo provato qualche tempo fa, la Royal Enfield Interceptor vi potrà portare al lavoro o a passeggio, ma sempre con classe.

SicurMOTO.it ringrazia Dotoli M2, dealer ufficiale Royal Enfield

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