Comportamenti in sella: quale mezzo a due ruote è più pericoloso?

Dalle biciclette alle moto, passando per le e-bike e gli scooter. Quale mezzo fa uscire il nostro lato oscuro? L'indagine in Cina sui comportamenti in sella

28 luglio 2022 - 9:19

Se da un lato la diffusione delle e-bike ha giovato al traffico cittadino, dall’altro sono sorti nuovi problemi per la sicurezza stradale. Questo mezzo è spesso infatti, erroneamente, associato alle più tradizionali biciclette. Le caratteristiche comuni ad altri tipi di veicoli, in termini di dimensioni e manovrabilità, possono, però, portare a problemi di sicurezza stradale e incidente simili. A tal fine, è stato sviluppato un nuovo inventario dei comportamenti in sella rischiosi somministrato a 400 utenti di Shanghai. La Cina, dove la diffusione delle e-bike è avvenuta anni fa, è un Paese da studiare per anticipare i problemi che stanno emergendo in Europa. Ecco cosa è stato scoperto.

E-BIKE: UNA SOLUZIONE CONTRO LA CONGESTIONE DA TRAFFICO?

La mobilità si sta evolvendo in molte zone del mondo, soprattutto nelle grandi città dove le biciclette sembrano acquisire sempre più appeal. Seguendo questa tendenza, l’attuale sviluppo delle e-bike, in particolare in Europa, si basa su una serie di vantaggi personali e collettivi. Le e-bike sono attraenti in termini di mobilità, perché consentono di coprire distanze maggiori rispetto alle biciclette tradizionali con un risparmio di tempo e fatica. Il passaggio, poi, dai veicoli personali e trasporto pubblico alle biciclette facilita la mobilità in ambienti urbani densi dove il traffico è spesso congestionato. Questi veicoli sono quindi apprezzati nelle politiche del traffico volte alla sostenibilità, poiché offrono soluzioni più rispettose dell’ambiente alle auto. Sfortunatamente, la formazione dei conducenti è debole e c’è spesso scarsa familiarità con la sicurezza stradale e le regole del traffico.

NON SOLO VANTAGGI: QUANDO IL PROGRESSO METTE A RISCHIO LA SICUREZZA

Il crescente dispiegamento di biciclette elettriche nelle grandi città solleva nuovi problemi di sicurezza stradale, richiedendo l’attuazione di strategie di sicurezza stradale e piani d’azione. I dati riguardanti i ciclisti di e-bike sono spesso mescolati con quelli dei ciclisti tradizionali, in particolare per le e-bike in stile bicicletta. Un motivo è che queste e-bike possono circolare nelle stesse corsie delle biciclette tradizionali e sono coperte spesso dalle stesse normative. Tuttavia, esistono differenze fisiche e dinamiche tra biciclette ed e-bike, in termini di capacità di velocità, che influiscono sul comportamento e generano rischi diversi. Tra questi ci sono prove di lesioni più gravi negli incidenti che coinvolgono le biciclette elettriche rispetto alle tradizionali. A ciò si associano lacune normative in caso di sinistro, in particolare per quanto riguarda la velocità, spazi di transito e dispositivi di protezione.

COME VALUTARE LA PERICOLOSITÀ DI UN MEZZO: LO STUDIO

Uno studio di Shanghai ha confrontato i comportamenti a rischio degli utenti di e-bike con quelli di altri tipi di veicoli a due ruote. I 400 partecipanti avevano un’età compresa tra 18 e 65 anni e provenivano principalmente dalla popolazione attiva (92%). Nonostante le differenze tra questi veicoli, sono emerse importanti caratteristiche condivise. In particolare:

– le dimensioni ridotte;

– la maggiore manovrabilità;

– la capacità di circolare tra le file di auto.

Sono state riscontrate anche somiglianze comportamentali tra ciclisti e motociclisti:

– disobbedienza a semafori/segnali;

– manovre illegali;

guida pericolosa.

Queste caratteristiche comuni possono portare a meccanismi di incidente simili (come la mancata precedenza). In conclusione è emerso che i ciclisti di e-bike in stile bicicletta sono significativamente diversi dai ciclisti tradizionali e più simili ai ciclisti di due ruote più grandi e potenti.

EXPERIENTIA DOCET: PERCHÉ UN MEZZO DIVENTA PERICOLOSO

Dopo anni passati in bicicletta, il passaggio improvviso alle due ruote motorizzate ha causato problemi di sicurezza. In primis per la riproduzione degli stessi comportamenti su una bicicletta tradizionale. Tra questi il rispetto dei limiti di carreggiata e le diverse norme del diritto di precedenza. Inoltre l’assunzione di rischi può essere incoraggiata da caratteristiche prestazionali come la capacità di raggiungere velocità elevate e accelerazioni rapide. Rilevanti sono anche le implicazioni del passaggio dalle auto alle due ruote. È emerso come chi è in possesso di patente di guida è meno spesso coinvolto in incidenti su due ruote rispetto a chi ne è sprovvisto. Infine, variabili sociodemografiche come sesso ed età sono fattori legati all’adozione di comportamenti a rischio durante la guida sia delle biciclette tradizionali che delle e-bike. Oltre la personalità del conducente, sembra quindi che a far la differenza sia l’esperienza alla guida, qualunque sia il veicolo motorizzato scelto.

COMPORTAMENTI IN SELLA: STRATEGIE PER UNA PREVENZIONE EFFIACE

L’efficacia dei futuri programmi di sicurezza potrebbe essere aumentata esaminando tali determinanti della guida rischiosa che potrebbero essere condivisi tra diversi tipi di utenti di due ruote. Sarà utile considerare l’effetto dell’esperienza attuale o precedente in relazione alla frequenza dei comportamenti rischiosi. L’evoluzione delle tipologie di veicoli implica, poi, un necessario adeguamento della viabilità. Dovrebbero essere sviluppate nuove azioni congiunte che integrino l’attuale evoluzione della mobilità.  Di fronte agli stessi comportamenti rischiosi, potrebbero essere progettati e implementati contenuti la formazione degli utenti di diverse tipologie di veicoli. Inoltre, sono necessarie misure di sicurezza per gli stessi utenti delle due ruote ma anche per tutti gli utenti della strada che interagiscono con loro. La sicurezza stradale è ormai riconosciuta come una responsabilità condivisa tra tutte le parti interessate, integrando la fragilità dell’uomo e l’eventualità dell’errore umano.

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