E-bike con walk-assist

E-bike con walk-assist non è un ciclomotore

Sentenza del Tribunale di Palermo: l'E-bike con walk-assist non è un ciclomotore, annullate le numerose sanzioni inflitte agli ignari proprietari

2 ottobre 2020 - 21:51

Il walk-assist delle e-bike è un dispositivo che permette di avviare il motorino elettrico della bicicletta senza usare i pedali, facendola muovere fino a una velocità massima di 6 km/h. In pratica il walk-assist (o ‘camminata assistita’ se non amate gli anglicismi) fornisce un aiuto per spostare a mano il veicolo in condizioni di difficoltà: ad esempio in caso di foratura, nelle ripartenze in salita, su un fondo viscido o quando la bici è a pieno carico. Ebbene, qualche vigile troppo zelante aveva equivocato la funzione del walk-assist, credendo che la sua presenza trasformasse automaticamente una bici elettrica in un ciclomotore. E quindi giù di multe per centinaia di euro e sequestro del mezzo. Ma per fortuna è intervenuto un giudice a mettere le cose a posto, stabilendo che le e-bike con walk assist non sono ciclomotori ma semplici velocipedi.

PERCHÉ LE E-BIKE CON WALK-ASSIST NON SONO CICLOMOTORI

Recentemente, infatti, il Tribunale Civile di Palermo ha accolto i ricorsi di alcuni proprietari di biciclette a pedalata assistita che si erano visti sanzionare in seguito a controlli delle Forze dell’Ordine. Controlli durante i quali, come detto, era stato erroneamente ritenuto che il dispositivo walk-assist rendesse le e-bike assimilabili a un ciclomotore. E che per circolare fosse quindi necessario munirsi di patente (minimo AM), casco, targa e assicurazione RC moto. E invece il Tribunale ha sentenziato che le e-bike con walk-assist sono velocipedi, e devono dunque seguire la stessa disciplina che si applica alle biciclette.

L’EQUIVOCO SULLE E-BIKE CON WALK-ASSIST SI TRASCINAVA DA ANNI

L’ANCMA, Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori, ha accolto ovviamente con favore la pronuncia dei giudici palermitani, ricordando che questa episodica ed errata interpretazione (di considerare le e-bike come ciclomotori) si trascinava da almeno tre anni, causando multe salatissime e sequestri di bici, colpendo soprattutto gli ignari utenti della strada e indirettamente anche le imprese costruttrici che avevano messo sul mercato le loro biciclette rispettando le norme europee e nazionali vigenti. L’ANCMA ha comunque rinnovato la sua immutata fiducia nell’operato delle Forze dell’Ordine, impegnate a debellare i non rari fenomeni di illegalità legati alla manomissione dei motori elettrici per aumentare potenza e velocità delle e-bike oltre il consentito.

REQUISITI DELLE BICI ELETTRICHE PER ESSERE CONSIDERATE VELOCIPEDI

A questo proposito giova ricordare che le bici elettriche possono essere a pedalata assistita o a funzionamento autonomo. Le prime sono provviste di un motore elettrico ausiliario che si attiva esclusivamente quando si azionano i pedali (salvo la funzionalità del walk-assist che abbiamo già descritto), e sono le uniche ad essere assimilate ai velocipedi purché rispettino i seguenti requisiti: 0,25 kW di potenza massima del motore a regime di rotazione; assistenza del motore elettrico fino alla velocità di 25 km/h; interruzione dell’assistenza se il ciclista smette di pedalare. Vuol dire che l’aiutino del motore è permesso solo fino al raggiungimento dei 25 km/h e soltanto se il ciclista ‘collabora’ con le sue gambe.

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