Motociclista si sfila casco
Nuovo Codice della Strada: le novità per moto e ciclomotori
Tutte le possibili novità che riguardano moto e ciclomotori contenute nello schema di decreto del nuovo Codice della Strada
Tutte le possibili novità che riguardano moto e ciclomotori contenute nello schema di decreto del nuovo Codice della Strada
Il Consiglio dei ministri ha approvato il 13 ottobre 2026, in esame preliminare, lo schema di decreto legislativo destinato a introdurre il nuovo Codice della Strada, sostituendo quello attualmente in vigore dal 1992. Il provvedimento, elaborato nell’ambito della delega prevista dalla legge n. 177 del 2024, interviene su diversi aspetti della circolazione, dalla sicurezza stradale alla digitalizzazione dei documenti, fino alla revisione del sistema delle sanzioni. Per chi viaggia in moto o in scooter, le modifiche prospettate sono particolarmente rilevanti. Tra i punti principali figurano la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in determinate situazioni di traffico, l’introduzione dell’obbligo di protezioni per chi percorre le autostrade, sconti sulle sanzioni per i motociclisti che indossano dispositivi di sicurezza e alcune semplificazioni sul fronte dei documenti di circolazione.
È però fondamentale precisare che si tratta ancora di uno schema di decreto legislativo, approvato soltanto in via preliminare. Il testo dovrà passare attraverso i successivi passaggi istituzionali e parlamentari prima dell’approvazione definitiva e dell’entrata in vigore. Le disposizioni descritte, pertanto, non sono attualmente operative e potrebbero subire modifiche nel corso dell’iter.
CORSIA DI EMERGENZA: POSSIBILE IL TRANSITO IN CASO DI CODA
Una delle novità più significative per motociclisti e scooteristi riguarda la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in presenza di code, ingorghi o rallentamenti. La bozza prevede questa facoltà anche in autostrada, a condizione che la circolazione avvenga a bassa velocità e che il conducente sia sempre in grado di liberare tempestivamente la corsia per consentire il passaggio dei veicoli di emergenza.
La disposizione potrebbe incidere soprattutto sulla mobilità quotidiana, in particolare lungo le tangenziali e nei tratti autostradali caratterizzati da traffico intenso. La possibilità di avanzare in una corsia normalmente riservata alle emergenze, tuttavia, non sarebbe illimitata: resterebbero centrali le condizioni di sicurezza e la necessità di non ostacolare i mezzi di soccorso.
La formulazione definitiva della norma sarà determinante per chiarire le condizioni concrete di utilizzo, i limiti di velocità e le modalità con cui dovrà essere garantito il passaggio dei veicoli di emergenza.
PROTEZIONI OBBLIGATORIE IN AUTOSTRADA
Tra le modifiche che incidono più direttamente sull’equipaggiamento dei motociclisti c’è la previsione di un obbligo di protezione per chi circola in autostrada. Lo schema stabilisce che i conducenti di motoveicoli e i loro passeggeri debbano utilizzare adeguate protezioni per la schiena e per le mani durante la marcia sulle autostrade. Le caratteristiche dei dispositivi dovranno essere definite da un apposito provvedimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il principio è quindi delineato, ma restano da precisare gli aspetti tecnici: quali dispositivi saranno ammessi, quali requisiti dovranno rispettare e secondo quali criteri verrà verificata la loro conformità. Tra le dotazioni potenzialmente interessate rientrano i guanti certificati e le protezioni per la schiena, compresi i paraschiena e gli eventuali sistemi airbag che risponderanno ai requisiti previsti. L’obbligo, nella formulazione attuale della bozza, è riferito alla circolazione in autostrada e riguarda sia chi guida sia chi viaggia come passeggero. Non va quindi confuso con un obbligo generalizzato, già definito, di indossare gli stessi dispositivi su qualsiasi strada.

SCONTI SULLE SANZIONI PER CHI INDOSSA LE PROTEZIONI
Il progetto di riforma prevede anche una specifica riduzione delle sanzioni amministrative per i conducenti di motocicli e ciclomotori che, in occasione o a seguito di un incidente stradale, indossavano le protezioni previste al momento dell’accertamento della violazione. In questi casi, secondo la bozza, la sanzione sarebbe ridotta della metà. La misura mira a riconoscere un vantaggio economico a chi adotta comportamenti orientati alla sicurezza personale, valorizzando l’utilizzo dei dispositivi di protezione anche in relazione alle conseguenze degli incidenti.
È importante, tuttavia, non interpretare questa previsione come uno sconto automatico su tutte le multe per chi indossa guanti, paraschiena o altri dispositivi. La riduzione è collegata alle specifiche condizioni indicate nel testo e dovrà essere applicata secondo le modalità previste dalla disciplina definitiva. La misura si inserisce in un più ampio riordino delle sanzioni amministrative, che punta a rendere il sistema più omogeneo e a differenziare gli importi in relazione alla gravità delle violazioni e alle circostanze in cui vengono commesse.
MULTE: MENO FASCE E NUOVE RIDUZIONI
La revisione del sistema sanzionatorio è uno degli elementi centrali del nuovo Codice della Strada. La relazione illustrativa dello schema prevede una riorganizzazione delle fasce delle sanzioni amministrative, che passerebbero dalle attuali 82 a 21. L’obiettivo è semplificare una struttura diventata nel tempo complessa, attraverso un sistema di importi minimi e massimi più ordinato. La bozza contempla inoltre riduzioni della sanzione in alcune circostanze legate alla regolarizzazione del veicolo o del conducente.
In particolare, è prevista una riduzione di un quinto se l’adempimento necessario per regolarizzare la posizione viene effettuato entro 30 giorni dalla contestazione immediata o dalla notifica del verbale. Per gli interventi che richiedono una revisione straordinaria o una visita e prova, in seguito a determinate violazioni relative all’efficienza del veicolo, alle sue caratteristiche costruttive e funzionali o a modifiche non regolari, la riduzione sarebbe di un terzo se l’adempimento avviene entro 30 giorni e della metà se viene effettuato entro 15 giorni.
Si tratta di disposizioni che potrebbero interessare anche i motociclisti, soprattutto in caso di irregolarità tecniche o di modifiche del veicolo. Le condizioni di applicazione e il coordinamento con le singole fattispecie sanzionatorie dovranno comunque essere verificati sul testo definitivo.
DOCUMENTI DI GUIDA E CIRCOLAZIONE: VERSO LA DIGITALIZZAZIONE
Un’altra novità riguarda il superamento dell’obbligo di portare con sé e presentare materialmente i documenti di guida e di circolazione durante i controlli. Lo schema punta a valorizzare le banche dati digitali nazionali, attraverso le quali gli organi di polizia potranno verificare l’identità del conducente, la validità del titolo di guida e la regolarità del veicolo. Patente e carta di circolazione in formato fisico non sarebbero quindi più indispensabili ai fini della verifica, nei termini previsti dalla nuova disciplina.
La modifica potrebbe semplificare la gestione quotidiana di moto e scooter, eliminando la necessità di avere sempre con sé i documenti cartacei. Il principio si inserisce nel più ampio percorso di digitalizzazione previsto dalla riforma, peraltro già iniziato con l’introduzione della patente digitale, che comprende documenti, notifiche, accertamenti e archivi amministrativi.

PATENTI: CAMBIA L’ETÀ PER IL RINNOVO DECENNALE
Tra le misure previste dallo schema figura anche l’innalzamento da 50 a 65 anni del limite di età fino al quale è previsto il rinnovo decennale delle patenti del gruppo 1, categoria che comprende anche le patenti per motocicli e autoveicoli.
La modifica inciderebbe quindi sulle scadenze dei rinnovi per una parte dei conducenti, posticipando di 15 anni il limite anagrafico indicato per il rinnovo ogni dieci anni. Resterebbero da considerare le altre condizioni previste dalla normativa, comprese quelle relative all’idoneità psicofisica e agli eventuali casi che richiedano accertamenti specifici.
PIÙ BARRIERE SALVA-MOTOCICLISTI
La riforma dedica attenzione anche alla sicurezza delle infrastrutture. Tra gli interventi previsti rientra un programma per l’installazione di barriere stradali salva-motociclisti, dispositivi progettati per ridurre le conseguenze degli impatti contro i guardrail in caso di caduta. Per chi viaggia su due ruote, la protezione offerta dalle infrastrutture è un tema particolarmente rilevante: gli elementi metallici dei sistemi di ritenuta tradizionali possono rappresentare un rischio aggiuntivo per il motociclista che scivola o viene sbalzato dal veicolo.
L’indicazione contenuta nella riforma va nella direzione di rafforzare la tutela degli utenti più esposti, ma non equivale a un’immediata installazione generalizzata delle barriere su tutta la rete stradale. Le modalità operative, la programmazione e l’effettiva realizzazione degli interventi dipenderanno dagli atti attuativi e dalle risorse disponibili.
ENDURO: TORNA LA POSSIBILITÀ DELLA TARGA SOSTITUTIVA IN GARA
Lo schema aggiornato contempla nuovamente una disposizione dedicata alle competizioni fuoristrada, rilevante per chi pratica enduro. La previsione riguarda i motocicli dei concorrenti muniti di regolare licenza sportiva della Federazione Motociclistica Italiana (FMI) che partecipano a competizioni motoristiche fuoristrada con trasferimenti su strada. Limitatamente ai giorni e ai percorsi di gara, questi veicoli potrebbero esporre, in sostituzione della targa posteriore di identificazione, un pannello autocostruito che riproduca i dati di immatricolazione.
La targa sostitutiva dovrebbe avere fondo giallo, caratteri neri e dimensioni identiche a quelle della targa originale, oltre a essere collocata in modo da rispettare i requisiti di visibilità e posizione previsti dalla normativa.
La possibilità sarebbe quindi circoscritta ai concorrenti in possesso dei requisiti indicati e ai trasferimenti connessi alla competizione. Non si tratterebbe di una facoltà generalizzata per tutti i motocicli da enduro né di un’autorizzazione a circolare su strada senza targa regolare al di fuori delle condizioni previste.