Sequestro e confisca moto

Sequestro e confisca moto: procedura e conseguenze

Come funzionano il sequestro e la confisca di una moto: procedura e conseguenze delle severe sanzioni accessorie previste dal Codice della Strada

23 aprile 2020 - 22:21

Esistono numerose violazioni del Codice della Strada che comportano la misura cautelare del sequestro e la sanzione accessoria della confisca della moto (art. 213 CdS, parzialmente modificato nel 2018 dal Decreto Sicurezza). Per esempio quando si fabbrica, vende o modifica un motorino truccato o se si guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (dopo sentenza di condanna). Il sequestro della moto è sempre finalizzato alla confisca. Tuttavia contro il sequestro si può presentare ricorso che, nel caso di accoglimento, evita la confisca del veicolo. Sequestro e confisca non vanno confusi con il fermo amministrativo, di cui abbiamo parlato abbondantemente qui.

COME FUNZIONANO SEQUESTRO E CONFISCA DI MOTO E SCOOTER

Nel caso di infrazione che prevede la confisca, l’agente accertatore provvede a sequestrare la moto o lo scooter con cui è stata commessa la violazione, e a ritirare il documento di circolazione. Fino alla definizione del provvedimento di confisca, il veicolo sequestrato, su cui si pone un sigillo che identifica lo stato di sequestro, è affidato in custodia al proprietario, altrimenti al conducente o ad altro soggetto obbligato in solido. L’eventuale rifiuto di custodire la moto determina una sanzione da 1.835 a 7.341 euro + sospensione patente da 1 a 3 mesi. I requisiti per essere nominati custodi sono: maggiorenne, nel pieno delle capacità mentali, non trovarsi in evidente stato di ebbrezza o di intossicazione da stupefacenti, o sottoposto a misure di sicurezza detentive o di prevenzione. Se il conducente è minorenne, il veicolo si affida in custodia al genitore o tutore.

DOVE POSIZIONARE UNA MOTO SEQUESTRATA

Il veicolo sottoposto a sequestro dev’essere depositato in un luogo in territorio italiano di cui il soggetto nominato custode abbia la disponibilità, anche non esclusiva (p.es. un cortile condominiale). O in un altro luogo purché non aperto a pubblico passaggio. La circostanza di non disporre, in proprietà o in uso, di un idoneo luogo di custodia è ininfluente: in tal caso il custode amministrativo ha l’obbligo di avvalersi, a sue spese, di un deposito, di un’autorimessa pubblica o di un altro spazio idoneo. Se possibile, e salvi i casi in cui l’ulteriore circolazione del mezzo sia espressamente vietata, la moto dev’essere condotta nel luogo di custodia dallo stesso soggetto custode. Qualora il trasgressore non abbia i requisiti morali o psico-fisici per assumere la custodia, e non sia prontamente reperibile altro soggetto da nominare custode, la moto sequestrata si affida a un ‘custode-acquirente’.

RICORSO CONTRO SEQUESTRO E CONFISCA DELLA MOTO

Contro la misura del sequestro della moto è ammesso ricorso al prefetto entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica del verbale; oppure al giudice di pace del luogo in cui si è commessa la violazione entro 30 giorni dalla contestazione/notifica. Quando il ricorso proposto al prefetto è accolto ed è dichiarato infondato l’accertamento della violazione, l’ordinanza prefettizia estingue la sanzione accessoria del sequestro e impone la restituzione del veicolo all’avente diritto. In caso di opposizione presentata invece all’autorità giudiziaria, la restituzione non può avvenire se non dopo il provvedimento dell’autorità stessa.

SEQUESTRO E CONFISCA MOTO: SANZIONI

La circolazione abusiva della moto o del ciclomotore sottoposto a sequestro è punita con una multa da 2.006 a 8.025 euro. E la sospensione della patente da uno a tre mesi. Questa violazione può essere commessa sia dal proprietario della moto sequestrata, sia dal custode che in violazione dei doveri assunti fa uso del veicolo sottoposto a sequestro, e sia da chiunque altro circoli con quel mezzo in qualsiasi modo ottenuto. Soprattutto il custode è investito da particolari responsabilità, sia civili che penali, verso l’autorità che lo ha nominato, ed è fortemente tenuto al rispetto degli obblighi di diligenza. Nel caso di inottemperanza, è soggetto alle sanzioni penali previste dagli articoli 334 e 335 c.p. Il Codice Penale (art.349) punisce anche la rimozione abusiva del sigillo apposto sulla moto sequestrata, compresa l’eventuale sostituzione della parte di veicolo su cui era collocato.

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