Moto e posto di controllo

Moto e posto di controllo: regole di comportamento

Le regole di comportamento da tenere in moto a un posto di controllo e a un posto di blocco, con la differenza tra le due procedure e le sanzioni applicate

19 ottobre 2020 - 19:11

Cosa fare in moto a un posto di controllo? Spieghiamo le regole di comportamento da seguire a bordo di un ciclomotore o di un motociclo alla vista della fatidica paletta, non prima di aver chiarito la differenza tra posto di controllo e posto di blocco, che nonostante siano spesso confusi indicano in realtà due diverse tecniche operative di presidio del territorio, ognuna delle quali richiede una propria modalità di esecuzione e un impiego di personale proporzionale alle circostanze.

DIFFERENZA TRA POSTO DI CONTROLLO E POSTO DI BLOCCO

Il normale posto di controllo prevede la presenza di una pattuglia composta da due o tre agenti ferma ai bordi della carreggiata, chiamata a svolgere prevalentemente opere di prevenzione mediante la verifica dei documenti di guida, dello stato dei veicoli o delle condizioni psicofisiche del conducente. Il posto di controllo interessa in genere un solo senso di marcia e gli agenti di pattuglia fermano i veicoli a loro discrezione. Il posto di blocco, invece, è una postazione che l’obbligo di fermare, per verifiche e controlli, tutti i veicoli di passaggio. Di solito i posti di blocco vengono istituiti soltanto in casi eccezionali, per esempio in seguito a un sequestro di persona o un atto di terrorismo, interessano entrambi i sensi di circolazione e prevedono l’uso di corsie di canalizzazione, bande chiodate antifuga e altri strumenti analoghi per assicurare il rallentamento e la fermata dei veicoli.

COSA FARE IN MOTO A UN POSTO DI CONTROLLO

L’articolo 192 del Codice della Strada prescrive quelli che sono i comportamenti da tenere a un posto di controllo o di blocco. Innanzitutto i conducenti sono tenuti a fermarsi all’invito degli agentiquando siano in uniforme o muniti dell’apposito segnale distintivo” (comma 1), e successivamente a esibire, su richiesta, la carta di circolazione, la patente di guida e ogni altro documento che, ai sensi delle norme in materia di circolazione stradale, devono avere con sé (comma 2). Da parte loro gli agenti della pattuglia possono:

– procedere a ispezione del veicolo per verificare l’osservanza delle norme relative alle caratteristiche e all’equipaggiamento del veicolo medesimo;

– ordinare di non proseguire la marcia al conducente qualora i dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione o i pneumatici presentino difetti o irregolarità tali da determinare grave pericolo per la propria e altrui sicurezza, tenuto anche conto delle condizioni atmosferiche o della strada;

– ordinare ai conducenti dei veicoli sprovvisti di mezzi antisdrucciolevoli, quando questi siano prescritti, di fermarsi o di proseguire la marcia con l’osservanza di specifiche cautele.

Di norma il conducente fermato a un posto di controllo deve sempre restare in sella alla moto fino a che gli agenti non gli chiedano espressamente di scendere e di togliersi il casco per l’identificazione. Gli agenti possono inoltre chiedere di ispezionare il portapacchi, la cui apertura spetta però al motociclista, nonché il motore. Se sussistono elementi tali da indurre a ritenere che il conducente (e/o l’eventuale passeggero) possa nascondere armi o stupefacenti, e si ravvisano i caratteri di urgenza, gli agenti possono procedere anche a una perquisizione personale, che dev’essere poi obbligatoriamente riportata in un verbale includendo le ragioni che hanno condotto alla perquisizione, con relativa consegna di una copia a ciascun soggetto perquisito.

POSTO DI CONTROLLO MOTO: SANZIONI PER CHI NON SI FERMA

I motociclisti che non rispettano un normale posto di controllo sono soggetti al pagamento di una multa da 87 a 345 euro e la decurtazione di tre punti sulla patente. Mentre coloro che non si fermano a un posto di blocco, non solo vedono aumentarsi la sanzione pecuniaria da un minimo di 1.365 a un massimo di 5.467 euro (più 10 punti persi sulla patente), ma se per evitare il blocco mettono a rischio l’incolumità degli agenti e la sicurezza generale, incorrono anche nel reato di ‘resistenza a un pubblico ufficiale’ (art. 337 del Codice Penale), punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

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