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Cannonball Racing Team

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Categoria: Guida Sicura e Difensiva, Normative e Leggi

Cannonball Racing Team

(ANSA) – ROMA, 300 BOLIDI IN GARA DI NOTTE A FOLLE VELOCITÀ. Interrotta, nella notte di venerdì, una gara in pieno svolgimento nelle vie dell’EUR. Trecento i veicoli truccati protagonisti della competizione, alla quale assistevano circa duemila persone, fra applausi e scommesse. 400 persone sono state identificate, i giovani piloti denunciati per guida pericolosa e per aver modificato i motori delle auto. Ancora incerte le posizioni di duecento spettatori che, in vari ruoli, facevano parte dell’organizzazione.

Col favore delle tenebre i larghi viali di periferia, svuotati dal traffico letargico, si trasformano in autodromi caserecci, attorno ai quali brulica un popolo variopinto. Piloti, navigatori, meccanici, cronometristi, spettatori e bookmakers dalle facce patibolari animano le notti metropolitane con gare da brivido fra auto e moto elaborate, che si sfidano sul filo dei 200 fra i platani della tangenziale. Palle di cannone, velocissime e senza controllo, trasformano l’hinterland in un circuito troppo spesso mortale: a Roma, sui viali dell’Eur, al Pincio, sulle arterie che portano al G.R.A., o in viale Tiziano, dove un giovane che dormiva in auto è rimasto ucciso da due bolidi in gara.

Corse clandestine a Lecce? Sono solo dei pivelli

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Categoria: Blog, LPN, Video

Moto supersportive a 300 Km/h: ce la farebbe anche il Rag. Filini.

Leggevo con interesse l’intervento di Maurizio Caprino (qui). Si parla di corse clandestine in quel di Lecce. Moto supersportive che corrono come fossero in MotoGP (o Superbike) su un raccordo rettilineo che collega due autostrade. Concordo con quanto scritto da Caprino: quella strada sembra proprio una pista. Tuttavia non posso che continuare a rileggere la parola “rettilineo”, pensando che si tratta di strada comune, non un circuito.

  • Solo i pivelli corrono fuori pista

Sono quelle persone che non riuscirebbero nemmeno a percorrerla due volte una pista vera. Hanno bisogno di sfogare i cavalli delle loro possenti moto sfidando la morte (propria e altrui) su strada comune. Si, certo, fa figo, ma solo nella loro testa (e in quella di qualche altro imbecille).

Piaggio “adotta” Motoairbag

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Categoria: Abbigliamento tecnico, News

Airbag integrato nella nuova giacca Piaggio.

Ce lo aspettavamo. Finalmente inizia a crescere l’offerta sul mercato di giacche per motociclisti con airbag integrato. L’ultima che vi presentiamo è disegnata e commercializzata da Piaggio e si chiama semplicemente “Giacca Airbag”.

Il dispositivo di protezione gonfiabile viene presentato da Piaggio come un vero e proprio sostituto al paraschiena. Di questo possiamo andar certi poiché l’airbag è in realtà quello prodotto da Motoairbag e di cui vi abbiamo ampiamente parlato qui (clicca per leggere). Il sistema di protezione di Motoairbag – come evidenziato dai test di ADAC – supera brillantemente i test di resistenza all’impatto normalmente utilizzati per i protettori detti “paraschiena” omologati secondo la EN 1621-2 (quando è gonfio).

Targa inclinata? Moto ferma 3 mesi

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Categoria: Blog, Normative e Leggi

  • Moto intestata a un parente? Non importa

L’inasprimento del codice della strada colpisce anche i più furbi. Prima, infatti, la sanzione consisteva esclusivamente in una multa di 78 euro. Ora invece chi inclina la targa per sfuggire agli autovelox viene punito con il fermo amministrativo della moto per tre mesi.

Il fermo amministrativo non è uguale alla confisca. Nel casco della confisca, per farsi restituire la motocicletta basta che il proprietario sia una persona diversa da chi ha commesso l’infrazione (in questo caso, da chi semplicemente era alla guida). Il fermo amministrativo, invece, viene applicato in ogni caso, a meno che la moto non sia stata rubata, con tanto di denuncia alle forze dell’ordine. In caso la moto sia stata “sottratta” da un familiare, bisogna provare che ciò sia avvenuto a insaputa dell’intestatario del motoveicolo.

Arriva il casco Schuberth C3 Lady

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Categoria: News, Tecnologia

In arrivo nei negozi italiani la versione femminile del famoso casco tedesco

Il modello C3 di Schuberth è stato adattato in un modello apposito per la fisionomia femminile.

La versione “Lady” conserva tutte le caratteristiche della serie C3: peso ridotto, calotta compatta, estrema silenziosità e buona qualità dei materiali. In più gli interni sono studiati per adattarsi alle linee del volto femminile. Diventa una valida scelta per le motocicliste che viaggiano molto e non vogliono risparmiare sul comfort. Vi ricordiamo che il modello C3 di Schuberth è un casco apribile (modulare) famoso per la qualità e la silenziosità specie per il lunghi viaggi.

La caratteristica di adattamento al volto è stata realizzata con uno studio sulle misure antropometriche femminili. L’adattamento finale è, come di consueto, affidato al calore emesso dalla testa.

I giovani motociclisti sono tutti Orfani

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Categoria: Blog

La fiera del rischio inutile, sotto gli occhi dei genitori, senza che essi se ne rendano conto.

Una triste verità che nessuno ha il coraggio di ammettere è rappresentata dall’immensa ignoranza e superficialità della maggioranza dei motociclisti di nuova generazione (e non solo). Nessuno nasce con la capacità di leggere o scrivere, tuttavia si tratta di nozioni importantissime per la vita di tutti i giorni. Attraversare la strada prestando attenzione alle auto che sopraggiungono è un insegnamento alla base della cultura umana della sicurezza. Esattamente come lo è indossare un casco integrale o calzare scarpe chiuse per viaggiare in moto/motorino, anche d’estate.

Motociclisticamente parlando, i giovani centauri sono (quasi) tutti orfani. Sono orfani perché nessuno ha avuto la capacità (o le possibilità) di insegnare loro a vivere la moto (o il motorino) in modo sano: a non compiere manovre azzardate, a vestirsi in modo corretto, a sorpassare senza finire schiacciati dalle auto, ad affrontare le situazioni di potenziale pericolo, etc.

Attivazione elettronica per airbag moto: esperimento difficile

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Categoria: Abbigliamento tecnico, Sistemi di sicurezza passivi, Tecnologia

Altri due dispositivi testati da ADAC per la protezione del collo, uno è ad attivazione elettronica.

Criteri di prova simili al test che vi abbiamo illustrato in questo intervento (clicca per leggere) sono stati utilizzati per verificare l’effettiva utilità di due sistemi di protezione del collo: APC Casco-airbag (prodotto da APC SystemsBCN – Barcellona) e Leatt Brace GPX Club (prodotto da Leatt Corporation – Sudafrica)

APC Casco-airbag. Si tratta di un protettore per il collo prodotto da APC. Simbolo del piccolo fallimento dell’operazione è il prezzo che scende a 445 euro contro gli 899 di partenza. Sicuramente il futuro dell’attivazione dei protettori gonfiabili ad uso motociclistico è elettronico. Forse però l’affidabilità richiede che passi ancora un po’ d’acqua sotto i ponti.

Buona l’idea di sperimentare l’attivazione elettronica dell’airbag, ci mancherebbe. Tuttavia l’esperimento è andato decisamente male per via di alcune imprecisioni, ma soprattutto della posizione del protettore gonfiabile: il casco!

Airbag moto: crash-test e comparativa di ADAC

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Categoria: Abbigliamento tecnico, Crash test, Sistemi di sicurezza attivi, Tecnologia, Video

Tre sistemi airbag a confronto. Non mancano sorprese e delusioni. Produttore italiano al Top.

I dispositivi di protezione testati da ADAC sono accomunati dalla presenza dell’airbag. Nel campo automobilistico si tratta di una soluzione ben sperimentata, quasi “vecchia”. Per quanto riguarda il mondo delle due ruote, per certi versi, siamo ancora agli inizi. Di seguito vi riportiamo i giudizi esposti dagli esperti tedeschi e, perché no, anche i nostri.

ADAC è il più grande club automobilistico europeo. Conta circa 17 milioni di associati ed è stato fondato nel 1903.

Le giacche sottoposte a prova sono: il gilet Motoairbag (prodotto da DPI Safety srl – Italia – 395 euro), la giacca Hit-Air Cruiser (prodotta da Hit Air Protection GmbH – Germania – 499 euro), la giacca IXS Stunt (prodotta da Hostettler GmbH – Germania – 699 euro).

Un passeggero con le zampe: come trasportare gli amici animali

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Categoria: Blog, Normative e Leggi

Una guida su come fare e come comportarsi

La normativa riguardo il trasporto di oggetti e animali sulle motociclette è piuttosto semplice. Vi citiamo il dettaglio interessato dell’Art. 170 del Codice della Strada (“Trasporto di persone e di oggetti su veicoli a motore a due ruote”):

“Sui veicoli di cui al comma 1 (motocicli e ciclomotori, ndr) è vietato trasportare oggetti che non siano solidamente assicurati, che sporgano lateralmente rispetto all’asse del veicolo o longitudinalmente rispetto alla sagoma di esso oltre i cinquanta centimetri. Entro i predetti limiti è consentito il trasporto di animali purché custoditi in apposita gabbia o contenitore.”

La Legge, seppure un po’ vaga, è piuttosto chiara e condivisibile. Analizzando il problema da un punto di vista pratico, i primi fattori da considerare sono le dimensioni e il peso dell’animale che intendiamo trasportare. Tutti i cani di grossa taglia sono impossibili da trasportare regolarmente (e dal punto di vista pratico!).

Chiaro è che non si tratterà di un passeggero qualunque. Non dobbiamo nemmeno pensare che la gabbia o il contenitore siano un maltrattamento. In realtà servono anche a prevenire eventuali reazioni imprevedibili della bestiola. Il viaggio in motocicletta per gli animali è quanto di più innaturale possa esservi.

il “Giro d’Italia in Moto 2010″, per beneficienza

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Categoria: Blog, Eventi e Manifestazioni

Diamo spazio, molto volenteri, all’ Amico Simone Severini, che per il secondo anno consecutivo ha portato a termine un’ impresa non da poco: il Giro d’Italia in Moto. Simone ha girato tutte le Regioni d’Italia, con una moto non propriamente ideale per i lunghi viaggi, una bellissima sportiva: la sua Ducati 1198s (l’anno scorso era con una Honda CBR1.0rr). Un’enorme quantità di chilometri, ben 4.800  in soli 11 giorni, per dare risalto al problema della Pedofilia e Pedopornografia, e raccogliere fondi per la Casa Famiglia “Chiara e Francesco”, di Torvaianica (RM), associazione onlus che accoglie bambini dai 4 ai 14 anni che si siano trovati in situazioni di rischio familiare e/o sociale, compresi bambini vittime di pedofili. ( http://www.chiaraefrancesco.it/ )
L’intento di Simone era ed è quello di sensibilizzare il mondo Motociclistico ad un problema sociale come quello dei minori maltrattati o abusati. Ancora una volta per dimostrare che i Moticiclisti hanno un’anima e sono impegnati a difendere dei Valori umani assoluti, come quello del diritto ad un’infanzia serena e sana. Per tutte le vittime di questo odioso crimine, c’è bisogno di azione, disponibilità, comprensione, per ricercare quella serenità persa per colpa di adulti senza coscienza. Dobbiamo fare di più per chi fin da piccolo ha tante difficoltà, e Simone ne è un convinto testimonial.
E’ riuscito a creare un Evento Motociclistico socialmente utile!

Codice della Strada 2010, le novità per le moto

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Categoria: News, Normative e Leggi

Facciamo il punto della situazione in modo chiaro e semplice.

Una lista delle modifiche e delle norme più importanti cui è stata messa mano dagli ultimi lavori del parlamento. Il nostro elenco arriva in ritardo di qualche giorno rispetto alla tipica massa mediatica, tuttavia ne è valsa la pena. In giro per la rete sono rimbalzate per giorni notizie imprecise o addirittura false.

  • Eliminato il limite di velocità di 60 Km/h durante il trasporto di bambini fino a 12 anni. Vi ricordiamo, inoltre, che è comunque vietato trasportare bambini di età inferiore a 5 anni. L’eliminazione di questo limite non ci piace, ma proprio per niente. Il viaggiare a max 60 Km/h era un po’ confusionale, ma fondamentalmente corretto. Il rischio aumenta esponenzialmente con la velocità e i bambini non possiedono una corretta percezione del rischio.
  • Niente più seggiolino per i bambini in moto. Cancellata la norma che prevedeva l’uso di seggiolini per il trasporto di bambini fino ai 12 anni di età. Ottima idea, visto che abbiamo sempre avuto decisamente troppi dubbi sull’effettiva utilità di questi seggiolini e sulla loro eventuale pericolosità. Oltretutto non erano chiare le caratteristiche tecniche dei dispositivi in questione. Inoltre la confusione che si sarebbe creata attorno alla faccenda – visti i tempi strettissimi per dotarsi delle attrezzature necessarie- avrebbe certamente mandato in tilt il popolo.
  • Alcool e Droghe. Raddoppiate tutte le pene per chi provoca incidenti dopo aver fatto uso di alcool o droghe. Divieto assoluto di bere per chi ha meno di 21 anni oppure meno di 3 anni di patente. Divieto assoluto di fare uso di qualsiasi sostanza alcolica o stupefacente anche per i conducenti di mezzi atti al trasporto di persone o cose per motivi professionali.
  • Obbligo di lenti anche per la guida di motocicli e microcar. Arriva l’obbligo di usare le lenti anche per i possessori del “certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori” nonché il famoso “patentino“.
  • Multe più pesanti per chi vende ciclomotori truccati. Multe anche per chi li modifica per farli correre più velocemente. Da 78,00 a 311,00 1.000 a 4.000 euro per i fabbricanti o distributori; da 779,00 a 3.119,00 euro per chi apporta le modifiche. Chi circola con un motorino truccato viene sanzionato con  una multa da 389,00 a 1.559,00 euro (contro i 38,00 – 55,00 precedenti).

Casco elettronico approvato in via sperimentale

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Categoria: News, Sistemi di sicurezza attivi, Sistemi di sicurezza passivi, Tecnologia

Blocca il motore se non indossato correttamente e chiama i soccorsi in caso d’incidente.

In attesa di pubblicare un elenco chiaro e completo delle modifiche introdotte nel codice della strada e che riguardano noi motociclisti (leggi qui per il resto), ci affacciamo sull’art. 49 del DDL che introduce il “casco protettivo elettronico”.

La richiesta arriva proprio da alcuni lettori che, come al solito, dopo essersi imbattuti in descrizioni criptiche o copincollate, tornano qui nella speranza di apprendere la notizia in moto comprensibile :)

Il sistema in pratica è descritto nel sottotitolo di quest’articolo: “Il casco elettronico, se non indossato o non correttamente allacciato, blocca l’avviamento del motore della moto”. Il dubbio più grande riguarda l’eventuale violazione della privacy dovuta al fatto che questo dispositivo dovrebbe** essere in grado di rilevare la posizione geografica del motociclista e le eventuali condizioni di emergenza al fine di contattare i soccorsi.

Commissione UE: moto più sicure e airbag obbligatorio

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Categoria: News, Normative e Leggi

Motociclette “anti-manomissione” con ABS di serie. I motociclisti indossino l’airbag

È uscito da poco il 4° Piano d’Azione sulla Sicurezza Stradale della Commissione Europea. L’argomento principale sono gli incidenti stradali, in particolare quelli mortali. L’obiettivo è ridurli di un ulteriore 50% rispetto ai precedenti propositi.

Tra le principali cause degli incidenti vengono citate: lo stato d’ebbrezza e la velocità. Noi siamo convintissimi invece che le condizioni delle infrastrutture e della segnaletica sia ancora più importante. Non dimentichiamo nemmeno la spericolatezza e le distrazioni alla guida. Spericolati alcuni motociclisti, Sì, ma troppo distratti alcuni automobilisti. La maggior parte degli incidenti che vede coinvolte automobili e motociclette riguarda il diritto di precedenza. Non c’è bisogno di spiegare chi si fa male in questi casi, vero?

Purtroppo quando si parla d’incidenti mortali spiccano le statistiche di noi motociclisti. Preso atto della nota negativa, approfondiamo quali sono le soluzioni proposte.

Campagne Sicurezza Stradale: Contributi del Ministero per la Gioventù – assegnati a…?

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Categoria: Blog, News, Normative e Leggi

Il nostro portale, SicurAUTO.it, si era da subito occupato dello scandalo dell’assegnazione dei Fondi. Ecco gli articoli in cui si parla della faccenda:

http://www.sicurauto.it/news/il-ministero-finanzia-la-sicurezza-stradale-ma-i-soldi-finiscono-ai-ricchi.html

http://www.sicurauto.it/news/sicurezza-stradale-45-milioni-di-euro-a-poteri-forti-ed-amici.html

Dal blog di Motonline (http://www.motonline.com/normative/articolo.cfm?codice=262102) riportiamo il seguente articolo, che contribuiamo volentieri a diffondere ulteriormente.

Si fa’ chiarezza sui destinatari e sugli esclusi, parlando di un ricorso presentato ufficialmente al Presidente della Repubblica.

  • Sicurezza Stradale:                                                               ricorso a Napolitano

di Riccardo Matesic

La battaglia al Ministero della Gioventù che ha distribuito 4.5 milioni di euro non si placa: la Fondazione Guccione si è rivolta al Presidente della Repubblica. Noi intanto abbiamo cercato le associazioni aggiudicatarie…

La Fondazione Luigi Guccione ha presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, per blo ccare l’assegnazione dei contributi del Ministero della Gioventù alle 16 associazioni aggiudicatarie del bando sulla sicurezza stradale.
Della vicenda, lo ricorderete, ci eravamo occupati meno di un mese fa, dandovi conto del ricorso presentato dalla Onlus calabrese alla Procura di Cosenza. Nella stessa occasione avevamo sintetizzato l’intervento scritto che ci era stato fatto pervenire dallo stesso dicastero.
Giuseppe Guccione e l’avvocato Lo Mastro

  • Oggi lo scontro si inasprisce una volta di più, con il coinvolgimento ufficiale del Capo dello Stato e con l’udienza dal giudice prevista per i prossimi giorni.

Il Ministero della Gioventù ha rifiutato la notifica del ricorso, probabilmente perché ha ritenuto errato l’indirizzo. E Guccione attacca anche su questo, sventolando una ricevuta di ritorno di una raccomandata precedentemente spedita al medesimo indirizzo e timbrata dal Ministero. Porterà anche quella al giudice.
Insomma, è guerra aperta, anche nei confronti di alcune delle associazioni aggiudicatarie dei contributi, espressamente chiamate in causa nella conferenza.
E si sveglia la politica. In sala si è affacciato anche l’on. Antonio Borghesi, dell’Italia dei Valori, che ha promesso di presentare al più presto un’interrogazione parlamentare sull’argomento.

  • Sono sette le motivazioni su cui poggia il ricorso (ne abbiamo avuto copia in e-mail), preparato dall’Avv. Giuseppe Lo Mastro. Sinteticamente:

Le “strade che non perdonano”: la denuncia dell’AMI

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Categoria: News, Sistemi di sicurezza passivi, Video

Il titolo, lo so, è violento.

Duro come un pugno nello stomaco, come l’impatto che ha, su ognuno di noi, la notizia amarissima di un incidente.

Il titolo è  come la verità, come la realtà delle strade italiane perse nel dissesto, nella subcultura dell’ipocrisia o, peggio ancora, della fatalità, dell’accusa indefessa alla velocità come causa unica di lesione e non di incidente, della corruzione, dell’ignoranza od imperizia di progettisti e  manutentori.

Il quadro, seppure dipinto di fretta è di quelli che lasciano attoniti, il quadro è un labirinto di strade, quelle che ognuno di noi percorre ogni giorno, vive, anima in moto, in auto, a piedi oppure in bici. Il quadro è un groviglio di sensazioni, emozioni, un groviglio arruffato di desideri spinosi: la moto.

Finalmente qualcuno si muove o meglio, finalmente qualcuno si accorge di chi, da tempo ormai, si muove. In altre occasioni, sulle pagine di SicurMOTO.it avete potuto leggere di sicurezza stradale e, più specificatamente, delle iniziative di AMI, Associazione Motociclisti Incolumi, con cui noi stessi abbiamo collaborato a più riprese.

Ultimo evento: il viaggio che, qualche giorno fa, ha visto il sottoscritto protagonista di una settimana in moto con Marco Guidarini, presidente AMI. Una settimana a spasso per il centro Italia, spesa a suon di spunti di riflessione, paesaggi, gente, storie di cui avremo ancora modo di parlare: Marche, Abruzzo, Lazio, Toscana, Umbria; 7 giorni, migliaia di chilometri per capire, vedere, toccare, imparare.

  • Assicurazione Moto

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