Pubblicato da Astrid V. il 9 marzo 2010
Categoria: News
Tags: cordoli, sicur-bike, sicurezza infrastrutture
E’ della bresciana Senini la nuova generazione di “cordoli” per le finiture di marciapiedi e spartitraffico. Si chiama “Sicur-Bike” e risponde alle indicazioni delle principali associazioni Europee di motociclisti e della Commissione Europea per la sicurezza del traffico dei veicoli a due ruote.
La superficie lato strada, inclinata di circa 45°, elimina lo spigolo vivo superiore. Ciò consente di agire, in termini di sicurezza passiva, su due fronti: attenuazione dei rischi di caduta nel caso in cui il veicolo, sbandando, vi vada a impattare con le ruote, e riduzione dei potenziali danni fisici in caso di urto con il corpo del motociclista a seguito di caduta o incidente stradale.
Il tema della sicurezza delle strade per il traffico su due ruote è di scottante attualità e, anche se a piccolissimi passi, cresce la sensibilità per una corretta progettazione dei manufatti che possano incrementarla. Ciò avviene anche grazie all’incessante azione di enti ed associazioni portavoce dei motociclisti.
Ci sono diversi enti preposti ad eseguire prove di Sicurezza sui caschi per motociclisti presenti sul mercato locale e mondiale. In alcuni Stati questo compito è riservato a Imprese controllate almeno in parte dal Governo locale. In altri, invece, sono Aziende private accreditate.
Noi crediamo che la condizione migliore sia quella “mista” pubblico-privato. Più voci ci sono in questo “capitolo” e meglio è. Importantissima la presenza di più punti di vista, in modo da pluralizzare il campione di test e poter così riconoscere sia le eccezioni che i casi ricorrenti.
Possiamo così evitare anche di temere le strumentalizzazioni e le notizie occultate. Ormai siamo nell’era della comunicazione. Informazioni nascoste, parziali o corrotte verrebbero alla luce in fretta. Noi stessi siamo qui apposta.
Ecco la notizia di alcune irregolarità verificate, giudicate e multate, da parte di Produttori o Distributori di caschi moto.
Qui non siamo nel campo delle ipotesi, fatte recentemente su un’altra questione, quella relativa ai caschi che non superavano i test di sicurezza.
E’ una faccenda distinta e separata da quella da noi trattata precedentemente, che essendo nata diverso tempo fa’ ha seguito l’ iter di Legge previsto. Ci pare quindi opportuno segnalarla per dimostrare che sulla nostra Sicurezza, ed in questo caso sui caschi, non bisogna abbassare la guardia ma tenersi sempre informati e vigilare.
Ecco come è finita per 5 Aziende produttrici o distributrici di caschi, scoperte a commettere alcune irregolarità in fatto di Omologazioni e Certificazioni.
Pubblicato da Astrid V. il 24 febbraio 2010
Categoria: Eventi e Manifestazioni
Tags: Pierlucio Tinazzi, Spadino
Il manifesto del memorial:
Al Tunnel del Monte Bianco
DOMENICA 28 MARZO 2010
il XI MEMORIAL SPADINO
Era il 24 marzo 1999. Un camion prese fuoco, fermandosi all’interno del tunnel del Monte Bianco. L’incendio, alimentato dalle materie combustibili presenti nel veicolo, fu amplificato dall’effetto forno causato dal tunnel e fu presto fuori controllo. Quando, dopo oltre due giorni di lavoro, i pompieri italiani e francesi domarono l’incendio, tra le carcasse bruciate, e all’interno dei rifugi posti a lato del tunnel contarono 39 vittime.
Da allora, ogni anno, i motociclisti di tutta Europa si riuniscono all’ingresso del tunnel, per ricordare uno di loro.
Pierlucio Tinazzi detto “Spadino” per la sua esile corporatura, era un addetto alla sicurezza della Società Italiana del Tunnel del Monte Bianco. Quando vide l’incendio non ci pensò due volte, e grazie all’agilità della sua moto di servizio, portò fuori da quell’inferno di fuoco, calore e fumo, automobilisti ed autotrasportatori intrappolati.
Luca Comandi, di SicurAUTO.it, grazie ad un crash test ADAC ha svelato il comportamento dell’airbag della Goldwing.
Un crash test degno di nota che non lascia spazio alle interpretazioni. L’airbag integrato salva il conducente, senza sarebbe spacciato. In passato vi abbiamo già parlato degli airbag da “indossare”, che sicuramente costituiscono una soluzione facilmente adottabile. Tuttavia la presenza di un airbag frontale appare essere la più efficace in determinate situazioni (scontro frontale).
Ovviamente la Goldwing è una moto fuori dal comune, tuttavia grazie alle sperimentazioni siamo certi che si potranno ottenere risultati degni di nota anche per le moto “classiche”.
Per tutti i dettagli vi rimandiamo al crash test speciale su SicurAUTO.it
Si tratta dei modelli Arai “Zebra”. Arai Viper GT è il nome di quello integrale ed SZ-F della versione Jet. Nascono dalla collaborazione tra il mitico designer Aldo Drudi, l’azienda Lucedentro, l’importatore Ber Racing Italy e -naturalmente- Arai.
L’Arai Zebra è recentemente apparso sulla popolare rivista a diffusione internazionale Newsweek, come protagonista di una pagina pubblicitaria dedicata alle diverse applicazioni della vernice fotoluminescente di Lucedentro, quali il settore dell’arredamento, del design e delle imbarcazioni.
Lo scopo è quello di accrescere la visibilità del motociclista dotandolo di un casco dalle proprietà foto luminescenti. Grazie a una esclusiva tecnologia applicata in una speciale vernice, i caschi Arai-Lucedentro durante le ore notturne sono in grado di emettere luce propria nel colore studiato dal produttore.
Non si tratta di vernice fluorescente o catarifrangente: è vera e propria luce effusa.